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LA PLANARGIA

Il territorio della Planargia si estende nella parte nord
occidentale della Sardegna e occupa una superficie di quasi 300Kmq,
fra l’altopiano del Marghine a est , il Montiferru a sud e il
Logudoro a nord. Comprende i comuni di Bosa, Montresa, Mondolo, Suni,
Sagama, Tinnura, Flussio e Magomadas, ed è abitato da poco più di
tredicimila persone che hanno il privilegio di vivere in uno
straordinario ambiente naturale. La spettacolare bellezza di questa
regione è dovuta anzitutto alla sua conformazione orografica e alla
sua natura geologica, ovvero al caratteristico andamento planare di
una serie di dolci colline vulcaniche e sedimentarie che degradano
verso la costa, e da cui parrebbe derivare la denominazione storica
della regione stessa. Ma ciò che rende assolutamente unico questo
territorio è il fatto che in un ambito geografico così poco esteso
siano rappresentati quasi tutti gli ecosistemi caratteristici
dell’isola, da quello marino a quello costiero, da quello montano a
quello fluviale.
La Planargia è infatti nelle diverse gradazioni dell’azzurro del suo
mare, che custodisce fondali di rara bellezza e si schiude su
incantevoli spiagge; è nelle sue selvagge e suggestive falesie
costiere che, sospese tra il cielo e il mare, sfidano l’impetuoso
vento di maestrale; è nella varietà delle formazioni vegetali che
colorano e profumano i suoi prati montani e i suoi valloni più
remoti; è nelle numerose specie ornitologiche che vi nidificano e
nel maestoso volo dell’Avvoltoio Grifone; è nell’incanto dell’unico
fiume navigabile della Sardegna e nelle variopinte specie
avifaunistiche che lo frequentano.
Uno spazio geografico ancora intatto ed incontaminato, ancor più
prezioso per l’inestimabile valore del suo patrimonio archeologico e
artistico e l’importanza del suo passato, che potrete ritrovare
nelle sue preistoriche e fiabesche domus de janas così come nelle
antiche e misteriose costruzioni della civiltà nuragica; nei suoi
castelli medioevali, nelle sue chiese romaniche e nella singolarità
delle pittoresche architetture dei suoi centri urbani; nei suoi
elaborati ricami a filet, nei suoi preziosi gioielli in filigrana
d’oro e nei suoi tipici cestini di asfodelo.
Ma la Planargia la potrete scoprire soprattutto nel calore e nel
sorriso della sua gente, nel fascino antico delle sue tradizioni e
nelle sue feste popolari e nella generosa bontà delle sue specialità
gastronomiche.
COMUNE DI BOSA

Secondo la leggenda, alimentata da un manoscritto spagnolo di autore
ignoto pubblicato nel 1857 dal Canonico Giovanni Spano, la cittadina
venne fondata da Calmedia, figlia del mitico Sardus Pater. Ma a
parte il mito, per trovare i primi segni concreti dell’esistenza di
Bosa dobbiamo risalire al IX secolo a.C., epoca alla quale risale la
più antica iscrizione fenicia qui ritrovata. Le testimonianze
archeologiche più cospicue, infatti
costituite in particolare da reperti funerari, sono quelle del
periodo romano. Allora la città, che godeva dello status di
municipium ed era dotata di un porto fluviale, sorgeva sulla riva
sinistra del fiume Temo, esattamente in località Messerchimbe,
ovvero nel sito dove oggi si trova l’antica cattedrale di S.Pietro
Extramuros, splendido esempio di architettura romanico-lombarda
costruita a partire dal 1062. Il sopraggiungere, a cominciare
dall’VIII d.C. secolo, delle incursioni arabe, diede il colpo di
grazia alla città che andò, a mano a mano, spopolandosi.
Fu solo dopo il mille che un nuovo abitato cominciò a sorgere sulla
riva destra del fiume, alle pendici del colle di Serravalle, in
seguito all’edificazione del Castello da parte della nobile famiglia
lucchese dei marchesi Malaspina dello Spino Secco.
La città ha
conservato le caratteristiche urbanistiche del periodo medievale,
così che l’odierno abitato si presenta ancora compreso tra il
Castello a monte e il fiume a valle. La parte di impianto più antica
è disposta alle pendici del colle dove, in una serie di strette e
suggestive stradine, che seguono le curve altimetriche dello stesso,
si trova il pittoresco centro storico di Sa Costa, con le sue case
color pastello e caratterizzate dal fatto che, essendo costruite su
un pendio, hanno un solo piano nella parte posteriore, e due, o
anche tre, in facciata. Più a valle, invece, le abitazioni sono
disposte in parallelo al fiume, alte e strette, dalla struttura
quasi cittadina. E poi c’è la zona moderna, dalla planimetria più
regolare, che tende a espandersi in direzione del mare, dove sorge
la frazione di Bosa Marina, frequentato e rinomato centro balneare
nei pressi della foce del fiume Temo.
Una visita della cittadina non può che iniziare attraversando
l’originale ponte in trachite rossa, da cui è possibile ammirare ”Sas
Conzas”, ovvero gli edifici adibiti sin dall’800 alla lavorazione e
alla concia delle pelli e dal 1989 monumento di archeologia
industriale sottoposto al vincolo di tutela dal Ministero per i Beni
Culturali ed Ambientali.
Appena superato il ponte, all’imbocco della
strada che immette nel centro storico, sorge la cattedrale
dell’Immacolata ricostruita in stile barocco piemontese agli inizi
del XIX secolo
su un precedente edificio del Quattrocento, con il campanile in
trachite e le caratteristiche cupolette; nell’interno ha affreschi
di Emilio Scherer, artista vicentino che fu attivo a Bosa
nell’ultimo quarto del XIX
secolo,e una bella scultura di Madonna col Bambino di scuola
catalana che risale alla prima metà del Cinquecento.
A pochi metri dalla facciata della chiesa ha inizio il corso
Vittorio Emanuele II, la via più elegante e interessante della città
fiancheggiata dai palazzi nobiliari del Settecento e dell’Ottocento,
di notevole pregio decorativo soprattutto per i compositi elementi
di architettura gotica, barocca e neoclassica, Il Corso si allarga
all’altezza di piazza Costituzione, dove sorge il palazzo di Don
Carlos e la fontana in marmo e trachite e dove i bosani sono soliti
incontrarsi per godersi il fascino e la tranquillità che regna in
questa antica città.
Popolazione: 7969
Superficie: 127,21 Kmq
Densità: 62,40 per Kmq

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